Inverno in Islanda significa luci nel buio: Aurora Boreale - Circle Magazine
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Inverno islandese: luci nel buio

L’inverno nelle regioni sub-polari come l’Islanda è sinonimo di buio. Se infatti l’estate è il tempo del sole di mezzanotte (il 21 giugno è il giorno più lungo con ben 21 ore e 11 minuti di luce), a dicembre abbiamo le giornate più buie con solo 4 ore circa di luce e possiamo quindi, per contro, parlare di alba di mezzogiorno. E dal momento che “buio” è per molti fa il paio con “freddo”, sono ancora pochi i viaggiatori che si avventurano quassù durante la stagione invernale. Eppure, grazie a un clima non particolarmente rigido, un viaggio in Islanda in questa stagione è un’esperienza unica da non perdere.

Islanda. Foto di Amanda Ronzoni
Islanda. Foto di Amanda Ronzoni

La corrente del Golfo regala all’isola temperature non particolarmente rigide: Reykjavík è meno fredda di New York, nonostante si trovi molto più a nord della Grande Mela. Nelle regioni a sud le temperature minime medie sono intorno agli 0°C, negli altopiani centrali si scende a -10° C e in alcune zone del nord si arriva a -25°C e -30°C (il record registrato è di -39,7°C). Quindi, con il giusto abbigliamento tecnico, si può avventurare nell’inverno islandese anche chi solitamente ama temperature più miti.

Foto di Amanda Ronzoni
L’Aurora in Islanda. Foto di Amanda Ronzoni

E chi osa viene ripagato con spettacoli di luce che lasciano senza parole. Il buio dell’inverno ha il suo fascino. A un iniziale senso di straniamento per il sole che alle 9-10 del mattino non si vede ancora sorgere, subentra la meraviglia per i colori delicati che si susseguono nel cielo, riflessi dal mare e dalla neve. Rosa, viola, tutte le tonalità del blu e dell’azzurro. Giallo e oro. Poche ore di luce, ma indimenticabili.

La vera protagonista, però, inseguita da fotografi di mezzo mondo, è l’aurora boreale. Si tratta di un fenomeno ottico, creato dall’interazione di particelle solari (detto vento solare) con il campo magnetico terrestre. La stagione per gli avvistamenti in genere va da fine agosto a fine aprile.

Islanda: aurora. Foto di Amanda Ronzoni

Condizioni fondamentali, che i cacciatori di aurore conoscono bene, sono attività solare, buio e cielo terso. Considerando che l’Islanda ha un inquinamento luminoso molto scarso, persino a Reykjavík, le uniche vere incognite restano l’intensità del vento solare e la presenza o meno di nuvole.

Un prezioso aiuto per organizzare la caccia all’aurora boreale arriva dal sito dell’Ufficio Metereologico Islandese, Vedur.is, alla voce Aurora Forecast, che fornisce una previsione abbastanza affidabile delle condizioni del cielo: copertura delle nuvole, venti e intensità dell’attività solare su una scala da 1 a 9, con una buona attendibilità nell’arco delle 24 ore e per il giorno successivo. Si individua a questo punto quale sarà il posto più vicino con le condizioni di visibilità migliori e, una volta trovato un buon mezzo per muoversi in sicurezza e comfort, non resta che caricare le batterie della macchina fotografica, preparare un bel termos di caffè caldo e partire all’avventura. L’emozione alla vista delle luci verdi che danzano nel cielo è così primordiale e intensa da far dimenticare, almeno per un po’, la paura del freddo.

 

In apertura: luci verdi che danzano nel cielo di Islanda. Foto di Amanda Ronzoni.